PRESENTAZIONE

Our Goals Il Sindacato Venatorio Italiano (da adesso denominato brevemente S.V.I.) nasce come movimento spontaneo di lotta contro la cultura pseudo-ambientalista di matrice urbana ed a favore dei valori e le tradizioni della cultura rurale. E’ aperto a tutti coloro che abbiano compiuto almeno il 16° anno di età e non siano necessariamente cacciatori. Tutti i cittadini italiani, singoli individui, gruppi, movimenti politici e associazioni (venatorie e/o ambientali) che si riconoscono nei valori e nei principi, sotto richiamati, possono aderire ed entrare a far parte dello S.V.I. Lo S.V.I. nasce, quindi, per valorizzare, difendere, propagandare e divulgare, con ogni forma o mezzo leciti, i valori e le tradizioni della cultura rurale e con essi difendere le attività antropiche correlate, come la caccia, la pesca, l’allevamento e l’agricoltura. Lo S.V.I. parte da due assunti che ritiene non prescindibili o discutibili, ovvero: Uno. La fauna selvatica, come l’aria che respiriamo o l’acqua che beviamo, è un prodotto della Terra. Dalla Terra, fin dagli inizi dei tempi, l’uomo ha tratto sostentamento e vita. Questa, come l’acqua dei mari o dei fiumi, l’aria, il vento e i prodotti della terra, è un bene che appartiene all’Umanità che la sfrutta e la gestisce per il proprio sostentamento e benessere. E’ fonte rinnovabile e non può appartenere a nessuno, né come individuo né come aggregazione sociale né come organismo statale, ma solo all’Umanità, intesa come aggregazione di esseri umani che vivono sul pianeta Terra. Due. L’uomo, sotto il profilo antropologico, è un animale onnivoro che ha una propria posizione ben determinata nella catena alimentare. Da questo concetto, elementare, si ricava che l’uomo non può e non deve andare contro natura. Nasce come animale predatore che si nutre di carne, di pesci, di vegetali, ecc… Come tale egli, posto al vertice della catena alimentare, ha il diritto di sfruttare, in modo equilibrato ed armonico, tutto ciò che la Terra gli offre, quali risorse naturali.

Programma, scopi e fini del S.V.I.

1. Lo Stato è chiamato a tutelare e difendere le risorse naturali, in nome e per conto della Collettività, ma non può impedirne l’uso e lo sfruttamento, secondo metodi scientifici, basati su prelievi equilibrati e selettivi.
2. Lo S.V.I. ritiene necessario e non più rinviabile l’istituzione, per lo studio e la conservazione della fauna, su scala nazionale, di un’Agenzia Indipendente, che sostituisca l’attuale ISPRA (che ha dimostrato, negli anni, tutta la sua incapacità e negligenza), che svolga un costante monitoraggio sui flussi migratori, riferisca, attraverso appositi studi e ricerche, annualmente, sulla consistenza della fauna, migratoria e stanziale, sul territorio nazionale e che esprima pareri vincolanti, per le Istituzioni, circa le reali cause sul depauperamento delle risorse naturali (vedi: distruzione degli habitat naturali, cementificazione selvaggia, inquinamento idrico, atmosferico e del suolo prodotti da grandi aziende, turismo indiscriminato, mancata salvaguardia del territorio, ecc…). Ogni Regione dovrà istituire, a livello locale, proprie Agenzie Territoriali (Osservatori Faunistici Regionali) che saranno chiamate ad occuparsi delle problematiche locali, daranno pareri, su esplicita richiesta degli Organi regionali sulle cacce in deroga, sulle cacce tradizionali, sui Calendari Venatori e coadiuveranno l’Agenzia ... (CONTINUA) clicca qui per leggere l'intero programma


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